
Prodotti tipici
Quasi ogni parco d'Italia custodisce nel proprio territorio
un vero patrimonio di prodotti tipici.
Riscoprirlo e valorizzarlo significa agire a tutela della biodiversità,
ma anche per il sostegno alle attività tradizionali e in generale
all'economia territoriale.
Pani
Panelle, paniellu e pane di Padula
Qui il pane può essere di farina di grano duro, di grano tenero oppure
integrale o ancora misto, ma la costante, che garantisce una qualità
mediamente alta del pane è la lievitazione naturale, accompagnata
spesso dalla cottura in forni a legna.
Ortaggi e Legumi
Carciofo Tondo di Paestum Igp e Carciofo Bianco del Basso Tanagro
Il carciofo Tondo di Paestum si coltiva nella Piana del Sele, in particolare
nei comuni di Eboli, Pontecagnano, Battipaglia e Capaccio.
Ha pezzatura media (quattro capolini per chilo),
colore verde con sfumature violette, forma sferica
e compatta (le bratte esterne sono ben serrate).
Cece di Cicerale
Prodotto assai ricco di potassio e di componenti essenziali,
deve le sue caratteristiche organolettiche essenzialmente al terreno
di produzione e alle metodiche rigorosamente tradizionali
utilizzate nella coltivazione.
Fagiolo di Controne
Piccolo, rotondo e bianchissimo, senza macchie e senza occhi,
il fagiolo di Controne ha una tradizione antica ed è particolarmente pregiato
per l’alta digeribilità e per la buccia sottile, praticamente impalpabile.
Vino
Castel San Lorenzo Doc e Cilento Doc
Nel territorio del parco ricadono due Doc: Castel San Lorenzo e Cilento.
La prima si estende nei comuni di Castel San Lorenzo,
Felitto e Bellosguardo e in parte dei comuni di Aquara, Castelcivita,
Roccadaspide, Magliano Vetere e Ottati.
Salumi
Pancetta, longa o longarella
E' una pancetta molto aromatizzata. Una volta sezionato il pezzo,
infatti, si procede a una concia piuttosto energica:
non mancano mai il peperone dolce o piccante
(che viene prima seccato e passato nel forno) e ovviamente il sale.
Soppressata di Gioi
E' un prodotto antichissimo: secondo testimonianze scritte risale
almeno all’XI secolo. Si ricava dalle parti pregiate del suino
(filetto, coscia, lombo e spalla) accuratamente mondate di tutte
le cartilagini e dei nervetti.
Pesce
Alici di menaide
Le alici di menaide si pescano di notte, tra aprile e luglio,
nelle giornate di mare calmo: si esce all’imbrunire e si stende la rete
sbarrando il loro percorso al largo.
La pesca è selettiva e cattura solo le alici di una certa grandezza.
Razze autoctone e carni
Bufalo
Parte integrante del panorama agricolo del Sud Italia, il bufalo viene
comunemente associato alla produzione di latticini, mozzarelle in particolare.
Capra Cilentana
In tutta la provincia di Salerno e in particolare nell’area del Parco del Cilento
e del Vallo di Diano vive una popolazione caprina (circa cinque mila capi)
allevata ancora con metodi sostanzialmente tradizionali, con ampio utilizzo
del pascolo brado o semibrado.
Questa popolazione è comunemente chiamata capra del Cilento o capra
Cilentana e comprende tre diversi sottogruppi, a seconda del colore
del mantello: grigia, fulva o nera.
Frutta
Fico Dottato Bianco del Cilento
Il frutto ha una buccia rugosa di color giallo chiaro, uniforme,
tipica dei fichi essiccati e la polpa ha una consistenza pastosa.
Marrone di Roccadaspide
Vite, olivo e castagno sono le piante di importanza economica che più caratterizzano il paesaggio sulle sponde del Calore.
Nella media valle ha una posizione di rilievo il castagno da frutto,
detto marrone di Roccadaspide dal nome del paese che,
con una media di 25 mila quintali l’anno, ha il primato della produzione
di castagne (varietà Nzerta e Abate).
Formaggi
Caciocavallo
Il Cilento offre una ricchissima gamma di paste filate: dalla mozzarella
di bufala al fiordilatte, dalla scamorza fresca a quella affumicata,
dal burrino o manteca (pasta filata che racchiude un cuore di burro)
al cacetto farcito (di prosciutto crudo o olive verdi),
dal Caciocavallo Silano al Podolico.
Mozzarella di Bufala Campana Dop
Come tutte le mozzarelle, è un formaggio a pasta filata, ottenuto con
la filatura della cagliata, ma fra tutte è quella per cui l’esperienza di chi
lavora il formaggio - a livello artigianale - fa ancora la differenza.
Mozzarella nella mortella (muzzarella co’ a mortedda)
Si produce con latte vaccino in alcuni comuni del Basso Cilento,
dove il mirto cresce spontaneo e rigoglioso.
Forse proprio grazie alla disponibilità abbondante di questo arbusto
dalle foglie e dai rametti lisci e non porosi, in passato, è nato l’uso
di avvolgere la mozzarella nei rametti di mortella per conservarla
e trasportarla con maggiore facilità.
Olio
Cilento Dop, Colline Salernitane Dop
Gli oli del parco appartengono a due denominazioni di origine,
entrambe riconosciute nella stagione 1998-1999.
La Dop Cilento abbraccia la costa e l’area sud-est mentre
la Dop Colline Salernitane interessa la parte settentrionale del parco.
|