
L'Area Protetta
Gestore: Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
Sede: Via F. Palumbo (Palazzo Mainenti) - 84078, Vallo della Lucania (SA)
Tel: 0974/719911
Fax: 0974/7199217
E-mail: ente@pncvd.it
Superficie: 181.048 Ettari
Provincia: Salerno
Istituzione: 1991 - Legge 394
Il Parco
Il Parco si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino
campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati
e del Gelbison, nonché i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella, mostrando più di ogni altro una forte peculiarità, derivante dall'estrema
ampiezza ed eterogeneità del territorio da esso coperto.
Di conseguenza fortemente caratterizzate da altrettanta eterogeneità
anche le caratteristiche ecologiche del territorio, con la presenza
di ambienti praticamente inalterati che si alternano alle aree fortemente
modificate di centri urbani e di valli densamente popolate.
Morfologia
Tra le maggiori emergenze naturali del Parco del Cilento, il Monte Cervati
con i suoi 1.898 metri, il più alto della Campania. Per questo "primato",
geografico, e naturalmente a maggior ragione per i suoi aspetti naturalistici, paesaggistici e forestali, il Cervati, insieme con la zona del Monte Sacro
o Gelbison che domina Vallo della Lucania, esteso a comprendere anche la stupenda, prossima regione degli Alburni, del Monte Stella e del Bulgheria, rappresenta un sistema morfologico davvero unico.
Molte belle e caratteristiche del Cervati le distese di Lavanda,
che in certe stagioni coprono di azzurro le zone non boscate e perfino
i margini delle faggete, ed il cui profumo richiama una ricca entomofauna.
I Monti degli Alburni, il cui nome deriva da albus per la bianca presenza
di calcari del Cretaceo, costituiscono la parte settentrionale del Cilento
e si estendono per circa duecento chilometri quadrati.
Questa loro natura calcarea ha originato anche belle e numerose grotte,
come quelle di Castelcivita, abitate fin dal Neolitico, quelle di Pertosa,
che si intrecciano per circa 2000 metri e che, nei pressi di Polla,
hanno fatto rinvenire i resti di stambecchi, di cinghiali e un bovide
oggi estinto: l'uro (Bos primigenius).
Il panorama che si gode dalla sommità del massiccio, a 1742 metri
di altitudine, e eccezionale: gli Alburni rappresentano un balcone
naturale dal quale e possibile osservare tutta intera la piana del Sele,
del Tanagro, del Calore, i contrafforti interni del Cilento, il mare lontano.
La fascia costiera, caratterizzata da due Parchi Marini, quello degli Infreschi
e di Santa Maria di Castellabate, ha un aspetto tipicamente mediterraneo,
con un succedersi di insenature, piccole spiaggie sabbiose, pareti precipiti e promontori dominati da antiche torri di guardia a difesa dei nuclei urbani interni.
Fauna
Di particolare interesse naturalistico e scientifico e l'avifauna.
E' accertata la presenza dell'aquila reale (Aquila chrysaetos) nidificante
con una coppia nel comprensorio del Cervati ma di cui sono spesso segnalati
con regolarità individui erranti; della rarissima coturnice (Alectoris graeca), soprattutto nel tratto appenninico compreso tra Sanza e Rofrano;
del raro gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax), specie caratteristica
dell'alta montagna e in diminuzione ovunque.
Sono presenti e nidificanti il picchio verde (Picus viridis), il picchio rosso
maggiore (Dendrocopos major) e il rarissimo picchio nero (Dryocopus martius). Interessante e la presenza dello sparviere (Accipiter nisus),
rapace tipico degli ecosistemi forestali.
Tra i mammiferi sono presenti il cinghiale (Sus scrofa),
la martora (Martes martes),il tasso (Meles meles), la volpe (Vulpus vulpus)
e il raro lupo rappresentano solo il più visibile effetto di un nuovo
e ricco equilibrio ecologico.
Flora
Altrettanto importante dal punto di vista fitogeografico e il patrimonio
floristico vegetazionale del parco.
Le circa tremila specie botaniche presenti si associano in un mosaico
di paesaggi vegetali che vanno dalla ricchissima e variegata macchia
mediterranea alle pinete costiere di Pino d Aleppo; dalle leccete ai boschi
misti di latifoglie dell'area collinare e pedemontana.
Ed ancora più in alto estesi e vetusti boschi di faggio a volte misti a relitti
di Abete bianco e Betulla, che trapassano nei tipici pascoli montani appenninici.
Le entità più significative sono la Primula palinuri e la Genista cilentina,
endemismi puntiformi del Parco.
Ad esse si accompagnano numerose e rare entita che caratterizzano
i vari habitat presenti in tutto il territorio.
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